- Antonio quando nasce la tua passione per il teatro e per il balletto?

Oserei dire, da sempre! Ho vissuto l'atmosfera del teatro fin da bambino. Mio padre lavorava al Teatro dell'Opera di Roma e sono stato educato alla lirica, sinfonica e balletto: è stato amore a prima vista! Ricordo infatti che, paradossalmente, ero io a chiedere quando saremmo tornati in teatro a vedere qualcos'altro. Poi la passione per la musica, lo studio del pianoforte e la specializzazione nell'accompagnamento della danza mi hanno maggiormente inserito in questo mondo fino a capirne il senso più profondo.

- C'è stato un incontro con un artista che ti ha particolarmente segnato?

Assolutamente sì e per un caso veramente fortuito. Da ragazzo accopagnavo una mia parente in una delle scuole piu antiche di Roma, il CSD Arte e Movimento diretta allora del Maestro Sergio Marocchi, solista e maitre du ballet del Teatro dell'opera di Roma. Per via del collegamento con mio padre, il Maestro Marocchi mi prese in forte simpatia e per questo mi permetteva di assistere alle lezioni di danza, spiegandomi ogni esercizio a livello teorico mentre le ballerine lo eseguivano. Tutto ciò è durato oltre 5 anni tutte le settimane e silenziosamente ho appreso le varie tecniche accademiche, ho conosciuto il grande repertorio, i grandi interpreti che lo facevano e i differenti stili. Fu lui ad accendere la scintilla dalla quale è nato tutto.

- Un artista che non hai mai incontrato con cui andresti a cena?

Mi sarebbe piaciuto conoscere personalmente Luciano Pavarotti perchè credo sia stata la massima espressione culturale nel mondo ed orgoglio italiano degli ultimi 30 anni.

- Roma è la città giusta per un direttore artistico?

Roma è la grande bellezza, tutto riporta ad un senso estetico, appena ci voltiamo vediamo meraviglie architettoniche e monumentali da perdere la testa. Tutto questo ispira, invoglia, solletica l'estro. Io sono romano e poter dare un mio apporto personale alla città è per me motivo di gran lustro.

- E per un ballerino?

Meno. Oggi sempre più corpi di ballo chiudono (ne abbiamo solo 4 in tutta Italia) ed i nostri ballerini italiani sono costretti ad emigrare all'estero. Mi sono sempre battuto per questa ingiustizia: il talento italiano deve stare a casa sua e non va "regalato" ad una città straniera, magari con meno storia della nostra nazione.

- Ballerini si nasce o si diventa?

E' difficile rispondere....ho conosciuto e lavorato con grandi nomi della danza che fin da bambini hanno mostrato inclinazioni addirittura prima dei 6 anni d'età, altri lo hanno scoperto dopo alcuni proveniendo dal mondo hip hop o breakdance....di sicuro è una forma mentis che va acquisita col tempo e con la quale poi loro convivono fino a tarda età per tutta la vita.

-Se dovessi suggerire ad un ragazzo che percorso intraprendere per una carriera come la tua? Da dove bisogna partire?

Studiare tanto e non improvvisarsi. Intraprendere una carriera artistica o saper gestire un evento a grandi livelli non sono uno scherzo. Servono competenza, preparazione e un fermo credo in ciò che si fa.

- Per avvicinarsi all'opera?

L'opera è il nostro patrimonio culturale riconosciuto in tutto il mondo. Tutti i teatri hanno in repertorio le opere liriche italiane. Proteggiamolo ed avviciniamo i più piccoli da subito, partendo dalle forme più semplici affinchè un domani sappiano apprezzare la grandezza anche delle opere piu complesse. Io ripeto sempre: un popolo senza cultura è un popolo perso.

- Fai un bilancio della tua esperienza, ad oggi, con Opera e Lirica

Lavoro con Opera e Lirica da circa due mesi e in così poco tempo abbiamo già apportato tante novità, nuovi spettacoli e nuovi interpreti. Come direttore artistico di Opera e Lirica desidero far crescere questa realtà su Roma e portarla ad alti livelli. Magari ci vorrà del tempo, magari no....in entrambi i casi andrò dritto in fondo al mio obiettivo. 

Giusi Cuccaro