ENGLISH (Scorri in basso per l'italiano)

 

Andrea Montella, violinist. Career goals and prospects as a musician in Sorrento, Italy.

The violin is universally known to be one of the most difficult music instruments. Which composition represents the ultimate goal for a violinist?

The violin is particularly difficult not only because of the technical skills required to play it, but also owing to the large variety of repertoire from Baroque to contemporary music. Identifying a single composition as the most challenging is not an easy task. Playing and interpreting Bach, Mendelssohn, and Tchaikovsky is the initial objective of most violin players. In my opinion, though, good violinists need to set the ability of correctly interpreting different music styles as their main goal, as required by the context of each different epoch of composition.

As a violin teacher, what do you think are the major difficulties encountered by your students and what are the secrets to overcome them?

The main difficulty is that they are in a rush to be able to play right the music they like the most right away. There are no particular secrets in teaching (apart from expertise and knowledge), but a teacher should be able to raise the students’ self-confidence and to explain the importance of a daily practice.

What makes a successful musician? Is it innate talent or motivation to study?

Personal inclination cannot exist without motivation and vice versa. Musical talent depends on various factors (quality of sound, inclination to use the instrument and to produce specific harmonies), but constant practice is necessary to get the best results.

And how important is it to find a good teacher?

Finding a good teacher is fundamental right from the first approach to the instrument. Preciseness, expertise and open-mindedness in teaching are the basis for a violinist’s future success.

Who guided you throughout your training as a musician?

I was lucky enough to meet great violinists. Among them: Massimo Quarta, Salvatore Accardo, and Stefano Pagliani. I am also thankful to the master Giuliano Bisceglie who trained me at the conservatory. A decisive role was played by my teachers: Matteo Gigantino and Marco Di Giacomo. Without them, I wouldn’t even have been able to approach the above mentioned musicians. Gigantino’s charisma taught me to love the instrument and to be confident. Di Giacomo taught me how to apply a critical approach to my training.

Who inspires you today to continue to grow and what is your dream now?

There are a lot of people who I admire and appreciate. In music, you have the opportunity to learn from everybody. An inspiring person is surely my brother Nicola, famous classical guitar player, who pushes me towards new goals. My dream is to pass the audition for my favourite theatre, which I prefer not to reveal.

What does the experience with Opera e Lirica mean for you?

Meeting Opera e Lirica was crucial for my life, because it contributed to improve my relationship with the audience and ensemble music, due to their high professional calibre. The Opera e Lirica ensemble is now part of my life. Opera e Lirica provides a service to music and musicians. Their commendable investment in music stands out from the general situation of hardship from which Italian theatres and music organization are suffering. Moreover, Opera e Lirica continuously works to increase the quality of their shows and lets musicians and opera singers to express their own way of being and their talent through the performance of masterpieces of the Italian music tradition.

See all Opera e Lirica concerts in Sorrento.

 

ITALIANO

 

Andrea Montella, violinista. Obiettivi e prospettive di carriera di un violinista a Sorrento.

Il violino è universalmente noto come uno degli strumenti più difficili. Quale composizione rappresenta il punto di arrivo di un violinista solista?

Il violino è uno degli strumenti più difficili da suonare, non solo per le abilità tecniche richieste dalla particolarità dello strumento, ma anche per la vastità del suo repertorio che spazia dal Barocco ai giorni nostri. Non è semplice, pertanto, identificare una composizione che si erga per difficoltà tecniche o interpretative sulle altre; seppure suonare e interpretare Bach, Mendelssohn, Tchaikovsky, resta l’obiettivo iniziale della maggior parte dei violinisti. A mio avviso, un bravo violinista deve porsi come obiettivo primario l’acquisizione di una corretta capacità interpretativa dei diversi stili, così come i contesti delle varie epoche richiedono.

Da insegnante, quali trovi che siano le maggiori difficoltà che incontrano i tuoi alunni nello studio di questo strumento e quali sono i segreti per superarle?

La difficoltà maggiore che ho incontrato fino ad oggi con i miei allievi va riconosciuta nell’ansia che hanno i giovani di voler da subito concretizzare l’impegno musicale nell’esecuzione dei brani a loro più graditi. Non ci sono segreti particolari nell’insegnamento (oltre alla competenza e alla conoscenza esatta di ciò che si propone), se non la capacità di infondere nei ragazzi la fiducia di poter arrivare ai risultati ambiti, oltre a far comprendere l’importanza del lavoro quotidiano conlo strumento. In tal modo, si lascerà maturare in essi la consapevolezza che solo uno studio disciplinato e continuo potrà garantire la gioia di eseguire correttamente le partiture più amate.

Per divenire un musicista di successo, esiste a tuo parere una predisposizione innata o si tratta soprattutto di motivazione allo studio?

Sia l’attitudinepersonale del singolo musicista sia la motivazione allo studio sono due facce della stessa medaglia: l’una non può esistere senza l’altra. Entrando nello specifico, è possibile affermare che se da una parte il talento in musica è la somma di diversi fattori (la qualità del suono, la predisposizione naturale all’uso dello strumento, le attitudini a produrre specifiche armonie, etc.), non è possibile, a mio avviso, raggiungere il successo senza l’applicazione costante nello studio. Il ‘talento’ da solo non basta, mentre una predisposizione di base, coltivata attraverso la disciplina nello studio, può essere determinante nel raggiungimento di ottimi risultati.

E quanto incide l’incontro con un buon maestro?

L’incontro con un buon maestro è determinante nella formazione di un violinista, a partire dai primi approcci con lo strumento. L’acquisizione corretta della tecnica e lo sviluppo delle capacità di comprensione del testo musicale sono alla base di ogni corretta formazione strumentale. La meticolosità dell’insegnamento, unita alle competenze filologiche e all’apertura mentale del maestro sono alla base, quindi, del successo futuro di ogni singolo violinista.

Nel tuo caso, chi è stata la persona che più ti ha guidato nel tuo percorso musicale?

Nel mio caso, ho avuto la fortuna di incontrare - nelle varie fasi della mia crescita musicale - grandi violinisti, tra i quali: Massimo Quarta, Salvatore Accardo (che ho conosciuto grazie a una borsa di studio vinta), Stefano Pagliani. Nell’ambito conservatoriale, ricordo, inoltre, sempre con gratitudine, il M° Giuliano Bisceglie. Un ruolo determinante nella mia formazione musicale, prima e dopo il conseguimento del diploma, lo hanno, però, rivestitoi maestri: Matteo Gigantino e Marco Di Giacomo, senza di loro non avrei potuto avvicinarmi alle esperienze di studio con alcuni dei musicisti sopracitati. Negli anni precedenti al diploma il M° Gigantino ha svolto un ruolo determinante nell’approccio con lo strumento e nell’acquisizione delle abilità tecniche. Dotato di un forte carisma, ha, inoltre, saputo trasmettermi l’amore per lo strumento, ma ancor di più ha saputo infondermi fiducia, aprendomi all’esperienza dello studio in maniera nuova ed efficace. Dopo il diploma, il M° Di Giacomo è stato invece fondamentale nell’approccio critico dello studio violinistico, formandomi anche da un punto di vista logico-musicale; con lui sono stati definiti gli obiettivi formativi specifici, cominciando a lavorare sui passi orchestrali utili per le audizioni nelle orchestre. La nuova dimensione ragionata del suo modo di insegnare ha segnato, inoltre, anche la mia formazione di insegnante.

Oggi a chi ti ispiri per continuare a crescere e qual è il tuo sogno nel cassetto?

Di persone che stimo e ammiro ce ne sono tantissime. Nella musica c’è la possibilità di imparare da tutti. Ognuno ha qualcosa di diverso dagli altri, compresi gli allievi, da cui molto spesso si apprendono cose sfuggite in precedenza. Una persona a me cara, da cui traggo spesso ispirazione e forza, è mio fratello Nicola, chitarrista e concertista famoso, che svolge il mio stesso lavoro di docente nei licei musicali, combinandolo con lo studio strumentale che non ha mai trascurato, costantemente proteso nel perfezionamento e nell’aggiornamento del suo repertorio. È lui che, di fatto, mi stimola a raggiungere sempre nuovi traguardi. Il sogno nel cassetto è vincere l’audizione del mio teatro preferito, che non rivelo per scaramanzia.

Cosa rappresenta per te l’esperienza con Opera e Lirica?

L’incontro con Opera e Lirica è stato un altro momento topico della mia vita, contribuendo, negli anni, a migliorare il mio rapporto con il pubblico e con la musica d’insieme, considerato l’alto livello professionale del gruppo, entrato ormai a far parte stabilmente della mia vita. Opera e Lirica offre un servizio alla musica e ai musicisti di notevole spessore. Considerate, infatti, le difficoltà in cui versano in Italia i teatri e le organizzazioni musicali, è veramente lodevole l’investimento prodotto nella musica da Opera e Lirica, oltre all’impegno nel tentativo di elevare costantemente la qualità degli spettacoli offerti al pubblico. Al tempo stesso, consente ai musicisti e ai cantanti lirici di poter esprimere il loro modo di essere e le proprie qualità attraverso l’esecuzione di brani che hanno segnato la storia della letteratura musicale italiana.

Vedi tutti i concerti di Opera e Lirica a Sorrento.