Uno degli aspetti positivi della quarantena, è che abbiamo più tempo per riflettere, soprattutto in questi giorni in cui si parla spesso delle misure necessarie per riprendere le attività di spettacolo dal vivo. Il Maestro Riccardo Muti lo sta dicendo da tempo: "Noi italiani abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito. Questo è grave perché significa spezzare delle radici importanti della nostra storia". Questa distinzione fra intrattenimento e necessità umana, oggi, assume un valore ancora più importante. Abbiamo chiesto a due artisti di Opera e Lirica cosa ne pensano, anche in relazione alla drammatica situazione attuale dei teatri d'opera italiani.

Fabrizio Nestonni, basso.

"Grazie Opera e Lirica per la possibilità di commentare il pensiero di Riccardo Muti. Mi accingo a dire la mia proprio nel momento in cui, oggi, alle h. 14:00 durante una conferenza stampa, anche l'Arena di Verona per bocca del suo Sovrintendente, ha rinviato la propria stagione estiva al 2021. La musica una necessità dello spirito? Anche io la penso come il Maestro: lo Spirito inteso come Entità senza confini, arte che non ha proclami e che quindi può essere utilizzata per altri scopi strumentali. Ma la musica influisce anche sulla mente, ha effetti positivi sul nostro organismo, ci consente di rilassarci, di entrare in contatto con la nostra natura più intima, di evadere dalla realtà, di provare emozioni profonde, di trovare serenità e benessere interiore. La musica è uno dei massimi valori espressi dall'umanità, qualora le Istituzioni e i Governi decidessero di non supportarla più, intendo dalle scuole primarie ai teatri, equivarrebbe a cancellare la nostra storia, dal suo inizio ai nostri giorni. La musica è stata, e potrà continuare ad esserlo, fondamentale nel creare legami con ogni membro della nostra società. Senza di essa saremmo sicuramente, tutti, più soli". 

Gianluca Pagliuso, direttore d'orchestra

"La situazione che stiamo vivendo a causa del Coronavirus è molto delicata e ha generato una forte crisi economica. Il Maestro Muti rappresenta la musica, quella con la 'M maiuscola' intendiamoci. E' una persona autorevole che desidera come me, e come tutti i lavoratori dello spettacolo, che l'Italia si rialzi da questo momento difficile e che i teatri d'Opera e le istituzioni concertistiche riaprano presto al grande pubblico, per risvegliare gli animi persi nel torpore della quarantena. Ma io sono ottimista e ritengo che il nostro Bel Paese si accinga a vivere il secondo Rinascimento delle Arti. La bellezza renderà il mondo migliore"