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Face to face with the male dancer of The Great Opera and Ballet show in Rome.

Interview with Valerio Polverari.

How many years have you dedicated to the study of ballet dancing and where have you perfected your technique?

My training has been purely neoclassical. I started at a local dance school, and after a year I entered the school of the Rome Opera House. Then I moved to the National Academy of Dance and I completed my studies at the RAMBERT School of Ballet and Contemporary Dance in London. Changing from one school to the other is not generally considered as an advantage, but I believe that it allowed me to understand right away that there are plenty of different ways to interpret the art of dancing.

The Caravita Church environment surely differs from the traditional stage and curtains of a theatre. What are the advantages of expressing one’s art in a XVII century historical site?

The Caravita Church is a magical frame. It is a permanent setting that brightens up the artistic spirit of performers. Having the opportunity to interact with the musicians creates a synergy that is certainly perceived by the audience. I believe it, because at the end of each show I see big smiles among the audience, which help artists a lot.

Does the selection of pas de deux on some of the most famous pieces of music allow even non-experts to fully appreciate the ballet technique?

The choice of the music programme is extremely important and requires us to pay respect to the ideas originally inspiring the composition. That is exactly what I meant to do when I composed the choreography, while also trying to give a new interpretation and a personal touch which I hope the audience will appreciate.

The international audience is booking tickets well in advance to attend The Great Opera and Ballet in Rome. As an ambassador of our culture, how do you feel in this role?

I want to tell everyone who is buying our tickets that they will not regret it. They will spend an amazing evening surrounded by all kinds of art: architecture, symphony, dance and even pictorial thanks to the wonderful frescoes of the Caravita Church.

 

ITALIANO 

 

A tu per tu con il ballerino protagonista dello spettacolo La Grande Opera e Balletto che si tiene a Roma.

Intervista a Valerio Polverari.

Quanti anni hai dedicato allo studio della danza classica e dove hai perfezionato la tua tecnica?

La mia è una formazione prettamente neoclassica, è iniziata in una piccola scuola vicino casa, dopo un anno sono entrato nella scuola del Teatro dell'Opera di Roma, sono passato poi all'Accademia Nazionale di Danza per terminare gli studi presso la RAMBERT School of Ballet and Contemporary Dance di Londra. Generalmente l’avvicendarsi di tante scuole non è considerato un vantaggio, ma io credo che abbia contribuito sin da subito a farmi capire che ci sono moltissimi modi diversi di interpretare quest'arte.

L'ambiente dell'Oratorio del Caravita è sicuramente diverso rispetto al palco e al sipario tradizionali di un teatro. Quali sono i vantaggi espressivi che offre un sito storico del Seicento?

La cornice del Caravita è magica, è una scenografia permanente che aiuta moltissimo lo spirito artistico di chi va in scena e avere anche la possibilità di interagire con i musicisti crea una sinergia che sono convinto arrivi al pubblico. Lo penso perché ogni volta che terminiamo gli spettacoli vedo grandi sorrisi fra la gente del pubblico e questo aiuta moltissimo l'artista.

La selezione dei passi a due su alcune delle musiche più famose della storia, permette di apprezzare al meglio la tecnica del balletto anche ai non esperti?

Le scelte musicali del programma sono importanti e necessitano anche un grande rispetto di quelle che furono le idee che ne hanno ispirato la composizione. Ho voluto fare proprio questo quando ho composto le coreografie, cercando comunque di dare anche una chiave nuova e un tocco personale che spero venga apprezzato dal pubblico.

Il pubblico internazionale sta prenotando i biglietti con grande anticipo per assistere a La Grande Opera e Balletto a Roma. Come vivi questo ruolo di ambasciatore della nostra cultura?

A tutti quelli che stanno acquistando i biglietti per i nostri spettacoli dico che non se ne pentiranno affatto e che passeranno una splendida serata circondati da ogni tipo di arte, architettonica, sinfonica, coreutica e persino pittorica grazie ai meravigliosi affreschi che l’Oratorio del Caravita custodisce al suo interno.